Abbiamo promosso la costituzione di un’Associazione di Rappresentanza delle Scuole di danza e formazione artistica private dalla denominazione ARSitalia

I nostri obiettivi:

  • La definizione della figura dell’Insegnante di Danza, delle modalità per conseguirne un relativo titolo di stato e degli aggiornamenti d’obbligo necessari per mantenerlo
  • Il riconoscimento giuridico e l’inquadramento lavorativo dell’insegnante di danza anche ai fini previdenziali
  • Il riordino e la regolamentazione dell’intero comparto e il riconoscimento di status di Scuola di Danza Privata (SDP)
  • L’estensione delle agevolazioni fiscali riservate alle associazioni sportive alle scuole di danza private a prescindere dalla loro forma giuridica e la costituzione di un registro delle scuole di danza e formazione artistica

“La danza e l’arte hanno bisogno del tuo sostegno! Manifesta la tua adesione agli obiettivi di Arsitalia!

Mimmo Del Prete

Prendi visione del testo integrale della proposta del comitato promotore

Se sei d’accordo con noi ti invitiamo ad esprimere la tua adesione all’iniziativa e agli obiettivi che ci proponiamo compilando il form con i tuoi dati che custodiremo gelosamente e useremo per informarti.


Le esigenze del settore formativo artistico

IL QUADRO DELL’AREA FORMATIVA NELLE ATTIVITA’ ARTISTICHE:

  1. Inesistenza di normative quadro
  2. Conseguentemente mancanza di norme relativamente all’acquisizione di una “qualificazione”. Conseguentemente “assoluta assenza di norme ed obblighi per l’aggiornamento professionale per qualsiasi grado e livello di professionalità
  3. In mancanza di normative generali e specifiche ogni settore ed ogni genere di attività si regola non tanto sulla qualificazione professionale ma sulla possibilità che quella attività formativa permette di avere contatti con il mondo produttivo. I maggiori responsabili delle attività formative non sono “insegnanti” ma interpreti di discipline artistiche: ballerini, coreografi, musicisti, attori, registi, interpreti cinematografici; conta la notorietà più che la professionalità.
  4. Questo rappresenta il caos in quanto le “scuole pubbliche” ospitano nei loro corsi non più del 5% delle persone necessarie per le esigenze dell’intero territorio e soprattutto l’intero mondo produttivo.
  5. Per cui la “non professionalità” e la precarietà sono generalizzate e rappresentate in più del l’80% dei componenti del mondo dello spettacolo.
  6. Questa situazione non è mai stata affrontata dal Ministero della Pubblica Istruzione tanto è vero che alle nostre note (ben 27 “PEC” spedite dalla pandemia ad oggi) non hanno mai risposto perché “non sanno che dire”.

Di fronte a questo vuoto abbiamo proposto l’avvio di una discussione incentrata su “due sole cose”:
 
1) ESTENDERE LE NORME FISCALI AGEVOLATE esistenti da anni nelle attività sportive anche al settore formativo della danza, musica, teatro e cinema (non si inventa nulla di nuovo)
2) Costituire un tavolo di consultazioni per fare il punto sulla formazione privata (oggi presente col 70% delle attività esistenti). Disponibilità a continuare il confronto con la FORMAZIONE PUBBLICA se lo si ritiene utile.